Vi racconto l'Extreme
- a cura di Michele Pezzo - Finsher percorso Extreme
- 28 lug 2015
- Tempo di lettura: 3 min

A meno di ventiquattro ore dall'arrivo dell'Extreme della corsa non resta che un puzzle di fotogrammi impressi nelle mente, una corsa veramente Extrema, che racchiudendo emozioni uniche ci ha portato a cavalcare gran parte del parco naturale della Lessinia. Scorci nascosti e isolati che si possono raggiungere a piedi e anche in bicicletta, che tutto lo staff Lessinia Legend ci ha portato a conoscere. A loro quindi va il primo ringraziamento per quanto vissuto ieri.
Per parlare della mia corsa bisogna prima chiamare in campo gli innumerevoli protagonisti del mio arrivo che simbolicamente voglio abbracciare dedicando a loro questo mio successo personale.
legend
Oltre alla staff Legend, voglio ricordate tutti i volontari ai ristori che hanno reso agili, veloci ed efficaci le nostre soste di rifornimento. Gli amici sul tracciato che in zona Campofontana hanno per qualche metro agevolato la mia Legend, vedi Alessandro e Mirco (grazie ragazzi).
Un bacio speciale alle mie due ragazze, Silvia e Sofia, che alla mucca di pietra di contrada Flori mi hanno atteso con la sportina rifornimenti, come si usa nelle grandi corse dei prof. Il bacio della Sofia ha messo ancora più grinta alla mia prova, regalando quella sorta di fuga parenti che si vede spesso nella grandi corse a tappe.
al via così
Efficace il tifo del pubblico sullo strappetto dei Biancari a pochi chilometri dall'arrivo, smetto un attimo di pedalare il pubblico si accorge del mio momento difficile e mi incita a gran voce ……… emozioni da pelle d'oca.
Immenso l'abbraccio che ci ha regala Boscochiesanuova all'arrivo, gli ultimi 150 sono transennati con un pubblico festante che applaude le nostre ultime faticose pedalate, è stata semplicemente una cosa da LEGGENDA!
Sapevo che correndo l'Extreme avrei vissuto un momento unico di sport ma non pensavo di vivere emozioni così intense, e per questo ringrazio tutti dal primo all'ultimo.
Parlare della mia corsa passa in secondo piano rispetto a quanto scritto sopra; sono partito controllato pedalando il giusto senza strafare, nei primi trenta chilometri abbiamo pedalato in un contesto stupendo dove pensavo solo a non fare errori ed ero molto rilassato e contento per quel che stavo vivendo.
Castelberto arriva in fretta e con lui la visione molto più nitida del proseguo del percorso, utilizzo la traslessinia per far ritmo e riposare sfruttando la scia di quelli del corto. Momento durissimo la discesa della gosse, ti spacca braccia e schiena anche scendendo controllato. Qui un piccolo errore prendendo una pietra poteva disarcionarmi di sella per fortuna è andata bene.
in griglia
Da Giazza la risalita verso il Monte Lobbia comincia a presentarmi il conto duro della corsa, il mio riferimento sono le mie ragazze che mi aspettano per il rifornimento, un aspetto chiave per tenere di testa.
Da Giazza in poi penso sia stato il capolavoro della mia corsa, da li all'arrivo recupero venti posizioni con una gamba piena che mi permette di vedere in lontananza altri atleti ed andare a prenderli uno alla volta, una pera di entusiasmo unica.
Gli ultimi venti chilometri sono fatti più di testa che di gambe, anche se non ho mia avuto cedimenti fisici, la testa in quei chilometri ha lavorato molto bene permettendomi di fare un bel ritmo sullo Squarantello e sull'ultima salita di gara.
l'arrivo
Poi l'arrivo che regala alla mia storia questa indelebile giornata di sport. Chiudere in 8 ore e 57 minuti un'impresa che giudicavo impossibile, mi rende felice tanto da non poterlo spiegare e se mi emoziono pensando a quanto fatto credo che facilmente lo riuscite a capire.
Grazie Lessinia, grazie Lessinia Legend!





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