
Extreme in sintesi
Il percorso extreme della Lessinia Legend non puo' essere affrontato da chiunque. Come il Classic non presenta non presenti difficoltà tecniche particolari, ma la lunga permanenza in sella sarà il maggior ostacolo che i bikers dovranno affrontare.
Partenza / Arrivo: Bosco Chiesanuova
Quota di partenza: 1106 m
Lunghezza: 125 km
Dislivello totale: 4600 m
Altitudine minima: Badia Calavena - 480 metri slm
Altitudine massima: Castelberto - 1749 metri slm
Altitudine media: 1107 metri slm
Condizione fisica richiesta: ●●●●●
Paesaggio: ●●●●●
Difficoltà tecnica: ●●●●●
Fondo: prevalentemente su strade forestali larghe e ben battute pedalabili salvo qualche breve tratto.
RISTORI
- Bocca di Selva: 13° chilometro - RISTORO LIQUIDO (sali e acqua)
- Bivio del Pidocchio: 22° chilometro - RISTORO SOLIDO + LIQUIDO
- Castelberto: 31° chilometro - RISTORO SOLIDO + LIQUIDO
- Malga San Giorgio: 44° chilometro - RISTORO LIQUIDO (sali e acqua)
- Giazza: 53° chilometro - RISTORO SOLIDO + LIQUIDO
- Pagani: 61° chilometro - RISTORO SOLIDO + LIQUIDO
- Badia Calavena: 76° chilometro - RISTORO LIQUIDO (sali e acqua)
- San Mauro di Saline: 82° chilometro - RISTORO SOLIDO + LIQUIDO
- Velo Veronese: 92° chilometro - RISTORO SOLIDO + LIQUIDO
- Rovere' Veronese: 103° chilometro - RISTORO SOLIDO + LIQUIDO
- Squarantello: 112° chilometro - RISTORO SOLIDO + LIQUIDO
- Arrivo: RISTORO SOLIDO + LIQUIDO
CANCELLI ORARI
- Bivio di Podesteria: 38° chilometro - 4 ore dalla partenza
- Campofontana: 64° chilometro - 6 ore e mezza dalla partenza
- San Mauro di Saline: 82° chilometro - 8 ore dalla partenza
- Rovere' Veronese: 103° chilometro - 10 ore dalla partenza
TEMPO MASSIMO
- 12 ore dalla partenza
Mappa
La prima parte del percorso EXTREME è in comune con il percorso CLASSIC (leggi la descizione). Arrivati al bivio di Pedesteria, mentre il classic, l'extreme scende a Malga San Giorgio a 1.500 metri di quota. In meno di 2 chilometri di leggera salita raggiungiamo il Rifugio Malga Malera di Sotto che, situato in una posizione strategica per chi vuole avventurarsi nella salita del Monte Carega o per chi preferisce dirigersi verso Conca dei Parpari, è una delle mete preferite dagli escursionisti. Flora e Fauna sono la principali attrazioni, frequenti sono gli avvistamenti di camosci, caprioli e marmotte e tutte le stagioni saranno in grado di sorprendervi con panorami indimenticabili.
Proseguendo per altri 2 chilometri arriviamo a questo nuovo GPM da dove iniziamo la veloce discesa verso Conca Dei Parpari. Sulla sinistra si apre una stupenda visuale sulla Val d'Illasi. Siamo in località Pigarolo e guardando nella profonda valle scorgiamo Giazza, la nostra prossima destinazione . La raggiungeremo percorrendo in discesa, quella "maledetta" strada delle Gosse che nel 2012 fu percorsa in salita eribbattezzata da Paez e "compagni" come l'Inferno di Pietra. In circa 6 chilometri ci sciroppiamo ben 600 metri di dislivello negativo tra sassi e rocce che metteranno a dura prova le forcelle e pure le nostre braccia.
Al termine della discesa ci sembrerà di essere stati catapultati in un'epoca lontana. Giazza (Ljetzan in cimbro, Jassa in veneto) è una frazione del comune di Selva di Progno e si colloca alla confluenza dei torrenti Revolto e Fraselle, provenienti dalle omonime valli, che formano il progno d'Illasi ai piedi del gruppo del Carega. Giazza è nota per la grande foresta demaniale, estesa 1904 ettari anche nei limitrofi comuni di Ala (TN) e Crespadoro (VI), costituita ufficialmente nel 1911. Ma la località è soprattutto nota per essere l'unica degli antichi Tredici Comuni dove ancora si parla il cimbro, detto localmente tauć. Si tratta di una parlata germanica affine al bavarese, portata nel medioevo grazie all'arrivo di coloni provenienti dalla Baviera e dal Tirolo.
Fatto rifornimento in una delle numerose fontane naturali, ci dirigiamo verso contrada Gauli prima di percorrere in sottobosco la ripida salita che ci porta al Corno Barilla. Lasciamo contrada Pelosi di sotto sulla sinistra e ci addentriamo in un suggestivo bosco di faggi secolari che in poco tempo ci porta nel cuore dell'Alpe di Campofontana. L'Alpe di Campofontana, nel comune di Selva di Progno, è un vasto altopiano adagiato sui pendii delle Lobbie, delimitato dalle sottostanti valli di Illasi e Chiampo nelle quali si incunea in maniera evidente. A Nord va a confluire nelle Piccole Dolomiti mentre a Sud sfocia in maniera indiretta nella Val d'Alpone. Il paesaggio disposto su di un altopiano ondulato, ricoperto da prati e alcune faggette, è disseminato da piccole contrade e antiche e caratteristiche malghe per lo più disabitate. Tra le varie contrade la più caratteristica è quella dei Pagani che conserva ancora le tipiche caratteristiche delle costruzioni lessiniche, e la sua settecentesca fontana. Molti sono i capitelli e le stele votive disseminati nei prati a ricordare la fede come forte testimonianza , tra tutti ricordiamo una singolare quanto affascinante Pietà conosciuta col nome di Madonna delle Lobbie.
Ci aspetta una lunga e panoramica discesa che ci porta dai 1350 metri di Malga Lobbia ai 509 metri di Sant'Andrea, frazione di Badia Calavena, oltrepassando il Monte Padella, la Nube d'Argento e contrada Salgari. Attraversiamo il Progno e siamo proprio nel cuore della Val d'Illasi. Ci dirigiamo verso sud percorrendo il tragitto che sta alla destra orografica del torrente. Il tratto si presenta prevalentemente su strada larga e in discesa. Sorpassate le contrade Fietta e Pergari. Arrivati a Badia Calavena imbocchiamo una strada cementata che, attraverso Contrada Edri ci conduce al Passo Spin e successivamente a Monte Moro. Qui passiamo a fianco dell'Eremo di San leonardo che sorge a 880 msl ed è stata eretta nel 1388 su una precedente chiesetta. All'inizio fu dedicata a San Mauro, 27º vescovo di Verona, successivamente a San Leonardo di Limoges. La chiesa è in stile romanico. Ha tre navate e tre absidi rettangolari. Il porticato era destinato ad ospitare i pellegrini. Ha un campanile a pianta quadrata con quattro bifore. All'interno sulla porta c'è un affresco del XIV secolo che raffigura la Madonna con Bambino assieme San Leonardo e devoti. Altri affreschi sono del XVII e XVIII secolo. Di fronte alla chiesa c'è un obelisco del 1746.
Scesi nel sottostante paese di San Mauro di Saline ci dirigiamo attraversando un paio di vallate minori e tipiche contrade prima a Malga Vazzo e successivamente a Velo Veronese. Le prime testimonianze sicure della presenza umana nel territorio di Velo Veronese risalgono alla fine del Neolitico (circa 2000 anni a.C.) con dei reperti (focolare e strati di ceneri) scoperti all’interno del Covolo di Camposilvano, assieme a delle ceramiche e ad un’ascia di giadeite. Ma alcuni manufatti di selce, rinvenuti in alcuni ripari sottoroccia della zona di Camposilvano, risalirebbero addirittura al Paleolitico Superiore ( circa 15.000 anni a.C.). All’età del bronzo e del Ferro (1000 a.C-II sec.a.C.) appartiene un insediamento posto sulla sommità e sul pianoro orientale del monte Purga di Velo, questo complesso rientra nel sistema dei castellieri, villaggi fortificati uniti tra loro da sentieri. ed ha fornito ai ricercatori (che si sono interessati alla zona fin dai primi dell'800) ceramiche, monete, armi e ossa. In epoca romana, questo villaggio fu fortificato e venne costruita una torre, abbattuta nel secolo scorso per costruire l’attuale cappella del 1854, vero e proprio simbolo di questo piccolo ma caratteristico comune cimbro.
Da Velo solcheremo un tratto del tracciato della Lessinia Legend 2013 fino ad arrivare a Rovere' Veronese dove sara' posto l'ultimo cancello orario. A Rovere' Veronese, e per la precisione sul Monte Capriolo, è posta anche la Grotta di Rovere' 1000. Nota anche come "Grotta del Sogno" è una grotta carsica tra le meglio conservate in Lessinia. Posizionata sul versante meridionale del Monte Capriolo, nel comune di Roverè Veronese, la grotta è aperta al pubblico dal 1972, dopo una serie di lavori di sistemazione dei diversi paesaggi che la contraddistinguono. Stalattiti, stalagmiti e fauna particolari costituiscono la bellezza della grotta, che raggiunge i 75 m di profondità.
Da Roverè ci dirigeremo verso Contrada Scardon prima di scendere nella profondissima Val Squaranto nell'omonima contrada. Qui ci aspetta una lunga ma affascinante risalita di fondovalle dove la presenza umana è assai rara e probabilmente poco gradita dalla fauna presente. Continuiamo la risalita sino a Contrada Squarantello e una volta attraversata la Provinciale sino a Contrada Scrivazze prima di imboccare la Val Marisa. Al termine di questa ci riagganciamo al percorso classic. Siamo in località Maregge ed ormai è quasi fatta. Saliamo nuovamente in località Dossetti e attraversando le tipiche contrade Scala, Croce e Biancari ritorneremo a Bosco Chiesanuova.
